Premessa (serie Dm)

Le tavolette raccolte nella serie Dm sono in tutto 15 documenti a forma di foglia di palma, redatti dallo scriba H 117, autore anche del gruppo Dagv. Con questi ultimi documenti le tavolette della serie Dm condividono pure il luogo di ritrovamento, l’East-West Corridor (J1) (Olivier 1967; Driessen 2000), e la cronologia, tra il TM IIIA2 e il TM IIIB (fine XIV-inizio XIII secolo a.C. ca) (Firth-Skelton 2016; Firth-Melena 2016a).

Benché la formattazione del testo risulti simile tra i due gruppi di documenti, dal momento che a un termine scritto in caratteri maggiori seguono due registri, superiore e inferiore, tuttavia il contenuto è diverso. Infatti, diversamente dal format consueto pastore + collettore e toponimo + animali, i documenti della serie Dm si aprono con il toponimo, seguito dalla menzione di due categorie di animali, a3-mi-re-we al rigo superiore ed e-ka-ra-e-we al rigo inferiore, accompagnate dal logogramma rappresentativo degli ovini maschi, *106m/OVISm e dalla quantità indicata con i numerali (Greco 2010, 27).

Ulteriore elemento di differenziazione rispetto al gruppo Dagv è il numero dei capi annotati, assai ridotto nella serie Dm rispetto alle centinaia di animali censiti nelle tavolette del gruppo Dagv. Gli animali e-ka-ra-e-we, infatti, non superano mai le 67 unità, per un numero medio di 26, mentre quelli di tipo a3-mi-re-we non vanno oltre i 5 capi (Greco 2010, 27).

I rapporti con il gruppo Dagv hanno indotto a interpretare i testi della serie Dm come parte di un unico grande documento organizzato per località (Firth 1998, 60-63; Greco 2010, 44-45). Secondo questa lettura, le tavolette della serie Dm avrebbero potuto costituire il cappello introduttivo della serie toponimica associata, dal momento che si aprono con la menzione del toponimo (Firth 1998, 62; Greco 2010, 73), e gli animali a3-mi-re-we ed e-ka-ra-e-we sarebbero stati compresi all’interno delle greggi censite nei documenti del gruppo Dagv.

 

Premessa (serie Da)

La serie Da, composta da 131 documenti a forma di foglia di palma, redatti dallo scriba H 117 (Olivier 1967; Aurora 2015, DAMOS, Database of Mycenaean at Oslo), raccoglie tutti i documenti caratterizzati da greggi composte di soli animali maschi. Dodici tavolette di questo gruppo attestano la menzione del toponimo pa-i-to (Festòs) (Olivier 1988; Greco 2010).

 

KN Dm 1184 +

La tavoletta KN Dm 1184 + testimonia una formula anomala rispetto al resto delle tavolette della serie (Greco 2010, 155), in quanto non contiene la menzione degli ovini a3-mi-re-we, ma registra termini non presenti nel resto della serie Dm.

Al toponimo, forse pa-i-to, scritto in caratteri maggiori, seguono il sintagma o-we-to o-pa nel registro inferiore e il termine e-ka-ra-e-we in quello superiore; a suggello della registrazione sono posti il logogramma OVISm e i numerali, 1 decina e 5 unità, per un totale di 15 capi e-ka-ra-e-we.

L’eccezionalità di questo testo sta nel riferimento all’o-pa, termine che, sulla base di una delle varie ipotesi esegetiche (Melena 1983; Killen 1999; Mariotta 2003, 147-161; Sacconi 2008), avrebbe specificato una prestazione lavorativa legata probabilmente alla rifinitura di materiale (Melena 1983, 285). Traslando questo significato nell’ambito dell’allevamento, l’o-pa avrebbe riguardato l’operazione di selezione degli animali ai quali si sarebbe dovuto rivolgere un trattamento particolare perché destinati a una specifica finalità (Greco 2010, 646, 650), forse nell’ambito di un evento celebrativo, come un sacrificio o un banchetto rituale.

Pertanto, la tavoletta KN Dm 1184 + andrebbe a registrare il lavoro che il palazzo avrebbe assegnato a O-we-to, cioè quello di scegliere i capi e-ka-ra-e-we all’interno del gregge allocato nel territorio che faceva capo a Pa-i-to.

.a                                         e-ka-ra-e-we

.b        pa-i[-]ṭọ  , / o-we-to  ,  o-pa  ,      OVIS:m   15

(A) Festòs, la corvée di O-we-to: 15 ovini maschi da ingrasso/da arrostire/destinati al sacrificio.

Pa-i-to: nome al caso locativo singolare (o al nominativo di rubrica) per il quale è comunemente riconosciuta la corrispondenza con il toponimo Φαιστός (Festòs), la cui localizzazione geografica nella pianura della Messarà, a Sud del fiume Ieropotamos, è unanimemente accettata.

O-we-to: antroponimo al nominativo con desinenza preellenica (Melena 1983, 265) o al genitivo (Godart et al. 1970, 156). Dovrebbe trattarsi del pastore ingaggiato dal palazzo secondo la prestazione lavorativa dell’o-pa, nell’area di Festòs (Greco 2010, 650).

O-pa: sostantivo femminile nominativo singolare, ricostruibile come *ὅπα, dal verbo ἕπω, inteso con il significato di “eseguire un lavoro assegnato” (Melena 1983, 285; DMic s.v.). Sulla base dell’etimologia, il termine viene generalmente interpretato come “prestazione lavorativa legata al perfezionamento di beni del palazzo”, siano stati essi animali (KN Ce 50, KN Dm 1184), terre (KN E 971) o manufatti di vario genere (tessuti in KN L 695 o armi, carri e ruote in KN Sd 4403, KN Sd 4422, KN Sf(2) 4420, KN So(1) 4430, KN Ws 1704, KN Ws 8495).

E-ka-ra-e-we: sostantivo maschile, con molta probabilità nominativo plurale, che è stato letto in diversi modi:

  1. ἐσχαραῆϝες, “personale incaricato di eseguire sacrifici attraverso l’arrostimento delle carni” (Pugliese Carratelli 1954, 220);
  2. *ἐγγραῆϝες, “animali da ingrasso” (Lejeune 1962, 410; Docs2, 210, 437, 537);
  3. *ἐγκλαῆϝευς, “incaricato della castrazione del bestiame del palazzo” (Deroy 1969, 48-53);
  4. “animali da monta tenuti in speciali recinti” (Melena 1983, 263-267);
  5. “ovini maschi scelti, selezionati” (Greco 2010, 648-651).

L’ipotesi e) sembra potersi considerare la più verosimile, dal momento che tiene conto delle considerazioni linguistiche fatte in precedenza e si basa su un ragionamento comparativo all’interno del corpus dei testi in Lineare B. Infatti, innanzitutto è possibile riconoscere una corrispondenza percentuale nel rapporto da un lato tra e-ka-ra-e-we e a3-mi-re-we, dall’altro tra OVISm e OVISf nel gruppo Dagv (Greco 2010, 401, 648). Poi, confrontando il rapporto tra OVISm e OVISf nella documentazione di Cnosso con quello di altri testi riconducibili alla sfera rituale (le cretule di Tebe, PY Un 2 e PY Un 138), i capi e-ka-ra-e-we e a3-mi-re-we sono stati interpretati come ovini, rispettivamente maschi e femmine selezionati, forse in quanto destinati al sacrificio (Pugliese Carratelli 1954, 220-221) o all’ingrasso (Lejeune 1962, 410; Docs2, 437, 537; Melena 1983, 263-267) per essere consumati in occasioni particolari, come le celebrazioni rituali (Greco 2010, 648-651).

La tavoletta, a forma di foglia di palma, viene presentata come formata da due frammenti, anche se il join, proposto da L. Godart e J.-P. Olivier (Godart – Olivier 1972, 39) rimane incerto.

A prescindere dalla veridicità del join, la tavoletta, coerentemente con le altre dello scriba H 117, avrebbe misurato 10-14 x 2-2,5 x 1 cm circa (Olivier 1967).

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